I DOPPIATORI
LE VOCI ITALIANE DI HAPPY DAYS



GABRIELLA GENTA LA VOCI ITALIANA DI MARION CUNNINGHAM
  Ha doppiato gli episodi dalla prima alla decima stagione  

E' un'attrice, doppiatrice, direttrice del doppiaggio e dialoghista italiana. Moglie del doppiatore Mario Bardella, madre del dialoghista Marco Bardella. È la voce regina tra quelle femminili non appartenenti alla CDC. La sua recitazione, non di maniera, è sorretta da una voce dall'impasto elegante, dai timbri chiari, dalle tonalità morbide e una dizione che anni di teatro hanno resa perfetta. Nasce a Spoleto dove il padre è ufficiale dell'esercito. Quando diventa addetto militare all'ambasciata italiana a Tripoli tutta la famiglia si trasferisce in Libia.
 Neil abitazione dove risiedono con altre famiglie italiane la piccola Gabriella organizza e improvvisa recite con altri bambini tra cui Rocco Chinnici, il futuro magistrato ammazzato dalla mafia.

A quelle prime esperienze sarà legata, inconsapevolmente, per anni. Quando, di nuovo in Italia, dopo la maturità classica, si iscrive alla facoltà di filosofia alla Sapienza, ritorna a calcare le tavole del palcoscenico con la compagnia dell'università.

Le emozioni giovanili riesplodono come tante piccole cariche di piacere. Recita, in quel primo anno, con Marcello Mastroianni e Enzo Garinei. L'anno successivo è con Paolo Panelli, Bice Valori, Tino Buazzelli e Giancarlo Sbragia che frequentano l'Accademia di arte drammatica.
Gabriella Genta
(Spoleto, 10 ottobre 1927)
 La invitano ad iscriversi alla prestigiosa accademia. Gabriella non sa come dirlo al padre, ma ormai sente che quella del teatro è la sua strada. Lascia la Sapienza e si iscrive al corso diretto da Wanda Capodaglio.

Al conseguimento del diploma la grande attrice e maestra di recitazione le consiglia di accettare la proposta di Annibale Ninchi.  Prima di trasferirsi a Milano chiede un provino ad Augusto Incrocci per fare qualche doppiaggio in CDC. La risposta è di quelle che chiedono una rivincita; se ne permetterà due. In compagnia con Ninchi ha modo di imparare in fretta il mestiere. Recita in La cena delle beffe, Il cardinale dei Medici, Il beffardo. Nel frattempo, sempre a Milano, inizia la radio con Giuseppe Patroni Griffi. Nel primo romanzo sceneggiato Farai un viaggio per la regia di Claudio Fino è con Fernando Cajati. Torna a Roma per qualche tempo e Franco Rossi le chiede di entrare nella ODI. Le titubanze di Gabriella vengono fugate dal conte Giannuzzi che le offre un compenso almeno pari a quello che avrebbe percepito nella compagnia di Ninchi. Incontra in sala di doppiaggio Margherita Bagni, Mario Colli, Arnoldo Foà che in poco tempo le insegnano quei trucchi indispensabili per proseguire nell attività di doppiatrice.

Siamo nei primi anni '50. Come è sua abitudine si dedica con passione alla nuova esperienza. È diretta da Augusto Galli nel doppiaggio di Rashomon di Akira Kurasawa. Le sono accanto Arnoldo Foà (voce del bandito), Tino Carrara (voce del marito), Giorgio Piamonti (voce del prete), Nico Pepe (voce del ladro) e Renato Cominetti (voce della guardia). Ma appena le occasioni lo permettono torna a calcare le scene. Nel 1952 è diretta da Luchino Visconti in Medea dove recita accanto a Sarah Ferrati, Memo Benassi e l'esordiente Sergio Fantoni nella parte di Giasone. Gabriella presta la voce a Lucia Bosé in Le ragazze di Piazza di Spagna di Luciano Emmer. Quando la Genta esce dal Quirinetta, dove ha assistito alla prima del film, ascolta uno spettatore dire all'amico: «Come si sente che la Bosé non è romana!» Incrocci, che ha lasciato la CDC per fondare la ARS, le chiede di entrare nella nuova organizzazione.

È la prima rivincita che si prende, rifiutando. Invece fonda nell estate del 1953 con Adriana Parrella, Guglielmo Morandi, Mario Coni, Roldano Lupi e Guido Leoni, la CID. Nello stesso anno si sposa con l'attore Mario Bardella. Nel 1954, insieme al marito è in compagnia con Lina Volonghi, Roul Grassilli, Valentina Fortunato, Luigi Almirante. L'anno successivo è con Memo Benassi e Elena Zareschi in Monsieur di Bersegnac di Molier per la regia di Sandro Bolchi, e con Luigi Vannucchi e Gianni Cajafa in La giostra di Massimo D'Urso per la regia di Sergio Di Stefano. Nel frattempo Genta doppia Maria Schell in Gervaise di René Clement. Prima della nascita del suo unico figlio, Marco (oggi dialoghista-adattatore di doppiaggio), avvenuta nel 1957 e che la porterà, inevitabilmente, lontana dalle scene teatrali recita con Mario Pisu, Elena Zareschi e Adolfo Geri in Soledad. Presta la voce a Cosetta Greco in I sogni nel cassetto di Renato Castellani. In sala di registrazione ci sono anche Adriana Asti che doppia Lea Massari e Mario Bardella che la presta a Enrico Pagani.

La CDC, che intende rinnovare il suo parco voci, chiede a Riccardo Cucciolla e alla Genta di lasciare la CID. Gabriella, che avrebbe dovuto alternarsi con la Simoneschi, ha l'opportunità di chiudere il conto e prendersi la definitiva rivincita con la cooperativa storica rifiutando un conveniente contratto e fondando, per tutta risposta, un altra cooperativa, la SAS. Inizia l'attività di direttrice di doppiaggio sotto la guida di Stefano Sibaldi, che ha lasciato la CDC e Fede Arnaud. Nel 1960 Federico Fellini chiede alla SAS la possibilità di avere nel cast di doppiatori per La dolce vita Gabriella Genta per doppiare Yvonne Fourneaux, essendo la sincronizzazione del film affidata alla CID. È la voce di Ava Gardner in 55 giorni a Pechino di Nicholas Ray Doppia, tra le altre Joanne Woodward, Jean Simmons, Olivia De Havilland, Michèle Morgan, Geraldine Page, Rosanna Schiaffino, Silvana Pampanini. Sotto la direzione di Sibaldi, nel 1967 dà la voce a Elizabeth Taylor in Riflessi in un occhio d'oro di John Huston. La voce di Marion Brando è di Gigi Proietti. La sostituzione della voce storica di Giuseppe Rinaldi dell'attore americano non sarà gradita al pubblico.





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