
Ron Howard oggi, da Richie a regista.
La sua carriera si commenta da sola sfogliando la lunga filmografia: ha affrontato tutti i generi cinematografici con un crescente successo di pubblico e critica. Oggi è uno dei dieci registi più quotati di Hollywood, è tra i più richiesti ed i meglio pagati. Nella vita privata Ron ha portato avanti una famiglia, che negli anni è diventata sempre più numerosa: ha 4 figli, sono i gemelli Jocelyn e Paige, Bryce e Reed. I suoi sport preferiti sono il basket e il baseball, tanto che nonostante la sua stressante carriera, ai tempi del liceo, aveva fatto parte della squadra di basket della scuola.
Per giocare nella squadra aveva persino rinunciato ad un paio di ruoli interessanti, e fortunatamente i suoi genitori l’avevano lasciato libero di decidere. Benché la carriera formativa sia stata intensa ed impegnativa, Ron non pensa di aver perso qualcosa durante la sua adolescenza: “I miei genitori si sono preoccupati di farmi frequentare delle scuole pubbliche e di farmi praticare degli sport. Anziché perdere qualcosa, direi che ho guadagnato molto: ho conosciuto un sacco di gente, sono stato in molti posti e ho imparato ad avere una coscienza professionale, a fare un lavoro che mi diverte”.
Ron pratica anche il nuoto, gioca a bowling, tennis e fa spesso footing. Il suo hobby preferito resta la fotografia. Quando era teenager si piazzò al secondo posto in un concorso nazionale organizzato dalla Kodak.
Nel 1977 realizza la sua prima pellicola grazie ad un accordo con Roger Corman. Ron avrebbe recitato nel film prodotto da Corman “Eat my dust!” ed in compenso lui avrebbe prodotto la prima pellicola di Howard “Attenti a quella pazza Rolls Royce”, da lui scritto e interpretato. Nel 1982 gira “Turno di notte” con Henry Winkler, il Fonzie di Happy Days, come protagonista. Il successo di pubblico arriva nel 1984 con “Splash – Una sirena a Manhattan”. L’anno dopo gira “Cocoon – L’energia dell’universo”. La pellicola, incentrata su un gruppo di allegri vecchietti, vince due Oscar e un premio a Venezia.
Gli anni ’90
Negli anni ’90 Ron Howard acquista rispetto nell’ambiente cinematografico e il consenso del pubblico. Realizza opere di successo, come “Fuoco assassino” con Robert De Niro e Kurt Russell nel 1991. Nel 1992 gira “Cuori ribelli”, pellicola con Tom Cruise e Nicole Kidman. Nel 1995 realizza “Apollo 13” (con un intenso Tom Hanks) nel quale, in un cameo, recitano anche i suoi genitori e la figlia Bryce. L’anno seguente dirige Mel Gibson in “Ransom – Il riscatto”. Il 1999 si apre con “Ed TV”, controversa pellicola sul mondo della televisione (con Elizabeth Hurley).
Gli anni 2000
Due anni dopo, nel 2001, Ron Howard è un regista ormai maturo. E’ il momento del capolavoro. Si tratta del commovente “A beautiful mind”, che ottiene uno strepitoso successo grazie anche alla presenza di un indovinato Russell Crowe nella parte del geniale matematico schizofrenico John Nash. Alla notte degli Oscar, la pellicola si porterà a casa quattro delle otto statuette cui era candidata, tra cui Miglior film e Miglior regia. Alla sua sapiente ed esperta mano è stata affidata la regia de “Il Codice da Vinci”, film tratto dal libro di Dan Brown, fenomeno editoriale degli ultimi anni. Il film-evento (con Tom Hanks, Jean Reno e Audrey Tatu) è uscito in contemporanea mondiale il 19 maggio 2006. Artista a tutto tondo Ron Howard ha quattro figli: Bryce Dallas, i gemelli Jocelyn e Page Carlyle, e Reed. Ha anche un fratello, Clint, spesso chiamato a recitare nei suoi film.
Gli anni 2010
Dopo il primo film con protagonista Robert Langdon ha girato i due capitoli successivi “Angeli e Demoni” (2009) e “Inferno” (2016), sempre tratti dagli omonimi romanzi di Dan Brown, e sempre con Tom Hanks come attore protagonista. Nel mezzo ci sono stati vari film di successo come “Frost/Nixon – Il duello” (2008), “Il dilemma” (2011), “Rush” (2013), “Heart of the Sea – Le origini di Moby Dick” (2015).
