Henry Winkler è Arthur "Fonzie Fonzarelli"
FONZIE PER SEMPRE


Il mitico Fonzie ha ora 71 anni ed è diventato un produttore di molte serie televisive e regista di svariati film. Nel 1982 ha recitato nel film diretto da Ron Howard "Night Shift" e nel 1988 ha diretto il film "Memories of me" con Billy Crystal. Nel 1993 ha diretto "Cop and a half (Un piedipiatti e mezzo)" con Burt Reynolds. Per la televisione ha prodotto famose serie di successo come "Mc Gyver", "Sighthings".

E’ apparso nel film "An american Christmas Carol" e, nel 1996, in "Scream" di Wes Craven, nel ruolo di un Preside di una scuola. Ultimamente è stato impegnato nella produzione di due serie Tv nuove, "First response" e "So weird". Recentemente ha preso parte in un ruolo del film "The waterboy"; è stato ancora in piccoli ruoli nei film "P.U.N.K.S." con Randy Quaid e "Ground control" con K.Sutherland. Winkler è il portavoce della fondazione americana a favore dei bambini dislessici "Dyslexia Fundation", ed è stato per 20 anni in collaborazione con la "United cerebral Palsy fundation".

E’ sposato con Stacey Weitzman ed è il padre di tre figli. Fonzie è un mito, non c’è alcun dubbio che sia lui il personaggio n°1 della serie. Fonzie ha fascino, ha un talento naturale, è unico nella sua capacità di risolvere ogni situazione, da quelle più difficili a quelle imbarazzanti. Interviene sempre quando gli amici sono nei guai, e lo fa con una puntualità degna della fama degli orologi svizzeri: accorre per difenderli, lui c’è sempre quando qualcuno ha bisogno di aiuto.

Appare al momento giusto, proprio prima che succeda il peggio…esattamente come succede per tutti i super eroi dei fumetti, quei personaggi che hanno la vocazione di proteggere i cittadini da ogni pericolo e salvare la città dalle catastrofi. Ma possiamo pensare a Fonzie come ad un super eroe?!
Arthur Fonzarelli ha il fiuto di un esperto segugio, non manca mai all’appuntamento con  i bulli. Non usa mai la violenza per risolvere le situazioni, non abbiamo mai visto Fonzie usare i pugni . Come fa allora ?! Gli basta uno sguardo, dritto negli occhi del nemico, e il lavoro è fatto. Oppure dice una semplice parola: "Sparisci!". E’ sempre al posto giusto, al momento giusto: per questi aspetti ricorda molto da vicino gli eroi dei fumetti classici. Batman, Superman, Devil sono semplici cittadini americani che hanno acquisito un superpotere e lo utilizzano per difendere la città, proteggere i cittadini.

Se i super eroi hanno poteri speciali, Fonzie dal canto suo possiede un tocco "magico" che gli consente di accendere il juke-box con un solo colpo, selezionando il brano desiderato con il solo pensiero e non con le monete come fanno i pivelli. E ancora il suo magico schiocco delle dita è un richiamo per le sue ammiratrici, le quali accorrono al suo fianco per un nuovo ballo, per un nuovo appuntamento, per un suo bacio. Fonzie non è però un super eroe classico, non vola, non alza le montagne con un braccio, non ha la vista a raggi X. Arthur è il n°1 con i motori, nessuno meglio di lui riesce a mettere le mani nei motori.

Persino con la De Soto della famiglia Cunningham riesce a fare miracoli nella puntata "Sfida automobilistica". Fonzie è il sogno maschile di migliaia di donne. Con il gentil sesso Arthur ha un successo senza pari. In questo campo, il suo "super potere" non ha origine chimiche, non ci sono esplosioni atomiche che abbiano reso Arthur così come è, non ci sono forze cosmiche che lo alimentano. E’ tutto merito del sangue Fonzarelli. Fonzie ha il fascino. E per ora, per fortuna… il fascino non si può comprare al supermercato. Fonzie è un duro? Si, ma sotto quel giubbotto di pelle si nasconde un cuore gentile e nobile. Non c’è da stupirsi se ancora oggi il mondo femminile apprezza le sue qualità.
Parliamo di Henry Winkler.
Quando venne scelto per la parte di Fonzie in Happy Days, Winkler aveva già alle spalle una buona esperienza, maturata con spettacoli teatrali, due film, nonché vari ruoli minori negli shows di Mary Tyler Moore e Bob Newhart. Henry Winkler nacque a New York da Ilse ed Harry Winkler- entrambi fuggiti dalla Germania nazista e approdati negli States nel 1939. Il padre lavorava in una ditta di esportazione di legname e, dal momento che l’attività era ben avviata, la famiglia si aspettava che Henry proseguisse l’attività commerciale ma ben presto i suoi progetti lo portano lontano. A 14 anni infatti Henry recita in Billy Budd; tre anni dopo studia alla McBurney School for boys di N.Y. e partecipa al suo primo musical dal titolo Of thee I sing, nel ruolo di Wintergreen. Come lui stesso dichiara, il suo unico desiderio è sempre stato quello di fare l’attore.
Durante gli anni del liceo e dell’università, passa alcuni anni a Losanna per studiare e lavora presso una segheria in una cittadina tedesca. Si diploma in Arte drammatica all’Emerson College di Boston: contemporaneamente si interessa a fondo di psicologia infantile. Se non avesse avuto successo come attore, avrebbe certamente fatto lo psicologo in quanto gli sono sempre stati molto a cuore i problemi dei bambini bisognosi di aiuto.

Ancora oggi negli anni ’90,Winkler si prodiga molto per cercare di aiutare i bambini handicappati, dislessici, e comunque con dei problemi. Il suo contributo a questa causa non è solo monetario, Henry si sforza di stare con loro anche fisicamente, il più spesso possibile.  Nel 1967 rappresenta l’Emerson College al Festival delle scuole di Arte drammatica che si svolge a Yale, recitando in un dramma dal titolo Donner. Da questo momento, sotto l’influenza di Thomas Hass, il regista che lo aveva appena diretto, comincia a concentrare il proprio interesse sul dramma anziché sui musicals. Dopo l’Emerson entra nella scuola di Arte drammatica di Yale e ottiene un diploma di specializzazione dopo aver preso parte a più di 30 spettacoli durante il corso. Rimane a Yale per un anno e mezzo come attore professionista. In seguito entra nell’Arena Theatre di Washington dove rimane tre settimane; qui fa un’esperienza "traumatizzante", ricorda lui: "mi hanno licenziato per la prima volta..".

A New York comincia a lavorare alla radio e in shorts pubblicitari televisivi, prende parte ai programmi della Net, in The great american Dream Machine e Masquerade, poi va in tournée con il Children’s Story Theatre con uno stipendio di 19 dollari per rappresentazione. Successivamente prepara con un gruppo di amici uno spettacolo di cabaret off-Broadway dal titolo Off the Walls.
Nel 1973 prende parte al suo primo film al fianco dell’esordiente Sylvester Stallone, The Lords of the Fleatbush. In seguito recita in uno spettacolo a Broadway, 42 Seconds from broadway, e ad un’altra produzione teatrale. Seguendo le pressioni del suo agente, nel Settembre del ’73 lascia N.Y. e va in California dove, in Ottobre, ottiene due ruoli secondari negli shows di M. Tyler Moore e di B. Newhart.

Proprio la sera precedente al suo compleanno (il trenta Ottobre) riceve la chiamata per lavorare in Happy Days. Già 2 mesi dopo l’andata in onda del primo episodio della serie, davanti agli studi televisivi Henry trova ad attenderlo centinaia di giovani fans che gli chiedono un autografo… Nemmeno lui si aspettava un successo così rapido e strepitoso, ricorda l’attore: "E’ sconvolgente! E pensare che la prima volta che un agente mi aveva proposto di venire ad Hollywood avevo detto di no…Meno male che ho insistito!"

Subito dopo Winkler lavora nel telefilm Katherine e in uno spettacolo teatrale dell’Ohio, Room service. Nel frattempo partecipa anche ad altri musicals e al Dinah Shore show, benché normalmente preferisca evitare questo tipo di spettacoli, considerandosi più estraneo al mondo della rivista. Henry è sempre stato un sostenitore della famiglia e nella sua scelta di recitare in H.D. ce ne sono le tracce in una dichiarazione rilasciata nel 1980: "Uno degli aspetti del telefilm che mi piace di più è il risalto che da alla vita strettamente familiare degli anni ’50.

Oggi purtroppo le cose sono cambiate: i giovani sembrano così sbandati.." Dopo la fine della serie Happy Days nel 1984, Winkler prosegue la propria carriera dividendo gli impegni tra la regia cinematografica, la produzione di serie televisive, la campagna elettorale a favore di Bill Clinton, e azioni umanitarie per le quali ha avuto importanti riconoscimenti. Nel 1999 è il produttore creativo del musical ispirato ad Happy Days, quasi un coronamento alla sua carriera. Il personaggio di Fonzie ha reso Winkler ricco e famoso: ora lui, tramite il suo lavoro, sta ricambiando  con gioia e con professionalità tutti coloro che lo seguono da sempre.
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Henry Winkler: una piccola scheda biografica  
Nome di nascita: Henry Franklin Winkler
Data di nascita: 30 Ottobre 1945
Città di nascita: New York, NY
Occupazioni: attore, regista, produttore

Ha detto lui: "Ecco la mia metafora: quando produco, è come se tenessi la sabbia nella mie mani. Facendo il regista, cerco di mettere tutta quella sabbia in una scatola. E quando recito, torno a giocare con la sabbia" da una intervista rilasciata al Daily News (11Luglio 1997).

Fama: è diventato famoso in tutto il mondo per il ruolo di Arthur 'Fonzie' Fonzarelli nella sitcom della ABC "Happy Days", nel quale ha recitato dal 1974-84. Famiglia: il padre è Harry Irving Winkler, il quale fu il presidente di una compagnia internazionale di legname. La madre è Ilse Anna Maria Stepson.

La moglie è Stacey, nata nel 1948:  ha lavorato al Saturday Night Live (1994). Si sono sposati il 5 Maggio del 1978. Figlia: Zoe Emily, nata nel 1981 Figlio: Max, nato nel 1984 Premi vinti: nel 1976 il Golden Globe Award per il miglior attore in una serie tv (Comedy or Musical), Happy Days. Nel 1977 il Golden Globe Award per il miglior attore in una serie tv (Musical or Comedy), Happy Days: nello stesso anno è stato eletto uomo dell'anno dal National Association of Theater Owners Entertainment

Henry Winkler oggi, da Fonzie a scrittore.

Milioni di telespettatori hanno imparato ad amare il suo sorriso e il suo gesto veloce di alzare i pollici serrati nei pugni dicendo: “Hey!”. Ancora oggi per il pubblico di tutto il mondo l’attore Henry Winkler è, in carne e ossa il meccanico guascone Arthur Fonzarelli del serial “Happy Days”. E’ curioso scoprire che da una decina d’anni Winkler è diventato anche autore di una fortunata serie per ragazzi con protagonista il giovane dislessico Hank Zipzer, romanzi che gli hanno fatto conferire la prestigiosa onorificenza dell’Ordine dell’Impero Britannico. Si tratta di 24 storie scritte insieme a Lin Oliver capaci di totalizzare più di tre milioni di copie vendute in tutto il mondo. Avventure divertenti che mostrano un occhio speciale sul mondo della scuola e sui disturbi dell’apprendimento che possono mostrare certi ragazzi. E’ proprio per questo che in Italia la serie firmata da Henry Winkler è pubblicata dalle Edizioni Uovonero specializzate in volumi per bambini affetti da autismo, dislessia e ritardo cognitivo. Ed è lo stesso Fonzie a raccontarci con soddisfazione la sua esperienza presentandoci l’edizione italiana di “Hank Zipzer e le Cascate del Niagara” (Unovonero): “Nel 2002 un mio amico mi suggerì di scrivere libri per bambini che parlassero dei miei disturbi di apprendimento. Era un periodo particolarmente tranquillo nella mia carriera di attore e il mio amico pensava che fosse un buon modo per impegnarmi. Ma all'inizio ero tutt'altro che convinto del suo suggerimento. Durante la mia crescita sono stato sempre un pessimo allievo qualsiasi materia studiassi. I miei genitori mi dicevano che ero stupido, pigro, e che non sfruttavo le mie potenzialità. Non volevo fare la stessa figura scrivendo un libro. Poi quando il mio amico è tornato alla carica, mi sono detto: "ci voglio provare". Ho conosciuto Lin Oliver. Abbiamo pranzato insieme. Ci siamo capiti l'un l'altra, e insieme abbiamo creato Hank Zipzer, il Superdisastro. Ho passato ore e ore a casa sua a camminare e raccontare storie di Hank ad alta voce mentre lei le batteva al computer”.
Recitare in un telefilm di successo a volte può essere una maledizione, con gli attori che spesso corrono il rischio di rimanere legati per tutta la vita al proprio personaggio, senza riuscire a interpretare ruoli diversi. Henry Winkler, il leggendario interprete di Fonzie in Happy Days, ha saputo reinventarsi. Tolto il giubbotto di pelle, la maglietta bianca e i jeans del meccanico rubacuori di Milwaukee ha intrapreso  una brillante carriera di produttore e regista, e divenendo ora anche scrittore di successo. L'attore ha pubblicato una serie di 17 libri per bambini che raccontano le avventure di Hank Zipzer, un bambino dislessico di tredici anni, vendendo due milioni e mezzo di copie solo negli Stati Uoniti. I libri hanno uno sfondo autobiografico: Winkler racconta, attraverso le storie di Hank, le difficoltà vissute da bambino, quando soffriva di dislessia e veniva semplicemente considerato ignorante. Le sue sofferenze lo hanno portato negli anni a lottare e a impegnarsi contro la dislessia, arrivando infine a creare un personaggio in grado di portare il disagio di un bambino dislessico sotto gli occhi di tutti. "Ero fra i peggiori della scuola", ha raccontato Winkler al Telegraph, "e mi dicevano che non avrei mai imparato niente. I miei genitori mi chiamavano stupidotto. Non andavo affatto bene a scuola". Anche leggere i copioni di Happy Days per lui era un problema, tuttora non è in grado di leggere davanti ad altre persone. Fonzie scoprì solo in età adulta che soffriva di questo disturbo, quando al figlio Jed fu diagnosticata la stessa malattia. "Avevo circa trenta anni quando riuscii a leggere il mio primo libro, fu un trionfo". Ora, forte del grande successo ottenuto dalla prima serie, l'attore ha deciso di creare una nuova linea per bambini dal titolo "Ghost buddy", la storia di un tredicenne e del suo amico immaginario.




 



 

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